Da oggi, 7 ottobre 2026, diventa operativo il nuovo sostegno abitativo destinato ai genitori separati o divorziati che, dopo la fine della convivenza, non hanno ottenuto l’assegnazione della casa familiare e devono sostenere il costo di una nuova abitazione. Dalle ore 12 è possibile presentare la domanda per l’accesso al nuovo contributo, sotto forma di bando, direttamente sulla piattaforma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per presentare le domande.
La misura è stata finanziata dalla Legge di Bilancio 2026 con 20 milioni di euro all’anno, per complessivi 60 milioni nel triennio 2026-2028. Il contributo è rivolto ai genitori con figli a carico fino al compimento dei 21 anni.
Il nuovo bonus nasce per intervenire su una situazione economica particolare: dopo una separazione, il genitore che non vive più nell’abitazione familiare può trovarsi a dover pagare un nuovo affitto, continuando contemporaneamente a sostenere le spese legate ai figli e gli eventuali obblighi di mantenimento.
Bonus genitori separati: cos’è
Il sostegno abitativo per genitori separati o divorziati è una misura pensata per aiutare chi, dopo la fine della relazione, non è assegnatario della casa familiare di proprietà e deve affrontare le spese per una nuova abitazione, continuando a sostenere i costi legati ai figli. L’accesso non è automatico: occorre rispettare i requisiti previsti dal bando che costituiscono condizioni obbligatorie per poter presentare la domanda. La piattaforma richiede infatti la conferma del possesso di ciascun requisito e, in caso di mancanza anche di una delle condizioni richieste, la domanda viene esclusa e respinta. Per questo è importante verificare attentamente la propria situazione prima di procedere con l’invio dell’istanza e conservare la documentazione che dimostra quanto dichiarato, anche in vista degli eventuali controlli a campione dell’amministrazione.
A chi spetta
Il contributo è destinato ai genitori separati o divorziati che non sono assegnatari dell’abitazione familiare di proprietà e che hanno figli fiscalmente a carico fino ai 21 anni.
I requisiti per accedere al bando del Mit sono:
- essere genitore separato o divorziato non assegnatario dell’abitazione familiare di proprietà;
- essere in possesso del provvedimento di separazione o divorzio;
- avere almeno un figlio/a di età inferiore a 21 anni alla data di pubblicazione dell’avviso pubblico per l’accesso alla piattaforma;
- essere in possesso di contratto di locazione intestato al richiedente regolarmente registrato;
- non essere proprietario di uno o più immobili ad uso residenziale nel medesimo Comune dell’abitazione familiare o nei Comuni limitrofi, entro un raggio di 50 Km, fatta salva l’eventuale proprietà dell’abitazione familiare;
- essere in regola con gli obblighi di cura e mantenimento dei figli;
- avere reddito individuale non superiore a 35.000,00 € come risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi;
- non essere beneficiario di ulteriori sussidi pubblici erogati dallo Stato ovvero da altri enti pubblici per analoghe finalità di sostegno abitativo;
- non essere assegnatario di una unità immobiliare di edilizia residenziale pubblica.
Quanto vale il bonus per l’affitto
Il contributo può coprire il 50% delle spese sostenute per l’affitto, fino a un massimo di 500 euro al mese. Considerando un periodo di dodici mesi, il sostegno può quindi arrivare a 6.000 euro complessivi per ciascun beneficiario. Il limite massimo era stato indicato dal MIT già nella fase di definizione della misura e confermato nel successivo provvedimento attuativo.
Il contributo ha quindi l’obiettivo di ridurre il peso del nuovo canone di locazione sostenuto dal genitore che ha dovuto lasciare l’abitazione familiare.
Quando si può presentare la domanda
La finestra per presentare la domanda relativa all’annualità 2026 si apre alle ore 12 del 7 ottobre 2026 e termina alle ore 12 del 28 ottobre 2026. La richiesta deve essere presentata esclusivamente online attraverso la piattaforma predisposta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
La domanda deve essere completata e trasmessa entro il termine previsto. Una volta effettuato l’invio definitivo, non sarà più possibile modificare l’istanza. Al termine della procedura, il sistema mostrerà una barra verde con il numero identificativo della domanda e la dicitura “Completata”. Sarà inoltre possibile scaricare il riepilogo dei dati inseriti in formato PDF.
Attenzione alla scadenza del 28 ottobre
Il funzionamento della piattaforma prevede una particolarità per chi si trova nella coda di accesso allo scadere del termine. Alle ore 12 del 28 ottobre non sarà più possibile effettuare nuovi accessi. Chi avrà però effettuato l’accesso alla coda entro la scadenza potrà continuare a compilare la domanda seguendo l’ordine registrato dal sistema e avrà un massimo di 24 ore dalla chiusura per completare la trasmissione.
In questo caso sarà necessario non chiudere la pagina, non disconnettersi e mantenere attiva la connessione fino alla conclusione della procedura. Il MIT invita comunque i richiedenti a non aspettare gli ultimi minuti. Eventuali problemi legati al dispositivo utilizzato o alla connessione internet potrebbero infatti determinare la perdita della posizione acquisita nella coda.
L’ordine di presentazione non dà diritto alla priorità
Un aspetto importante riguarda la formazione della graduatoria. Presentare prima la domanda non significa ottenere una posizione migliore.
La graduatoria 2026 sarà elaborata automaticamente dalla piattaforma, separatamente per ciascuna area territoriale regionale, sulla base dei dati e delle informazioni dichiarati nella domanda. Il punteggio sarà quindi determinato in funzione delle condizioni previste dal bando e non dal semplice ordine cronologico di presentazione.
In caso di parità di punteggio, sarà preso in considerazione il reddito del richiedente. Il valore dovrà essere indicato arrotondato all’euro superiore, senza decimali.
Quali documenti servono e quali controlli sono previsti
Nella domanda devono essere inseriti i dati e le dichiarazioni richiesti per dimostrare il possesso dei requisiti di accesso e delle condizioni che determinano le priorità in graduatoria. Le dichiarazioni sono rese ai sensi del DPR 445 del 28 dicembre 2000. È quindi importante che le informazioni indicate siano corrette e che il richiedente conservi la documentazione utilizzata per dimostrare quanto dichiarato.
Il Ministero può infatti effettuare controlli a campione e chiedere la trasmissione dei documenti relativi ai dati inseriti nella domanda.
Cosa succede dopo la domanda
Una volta chiusa la finestra per la presentazione delle istanze, la piattaforma procederà alla formazione automatica delle graduatorie regionali sulla base dei punteggi attribuiti. Il contributo non viene quindi assegnato semplicemente in base alla velocità con cui viene presentata la domanda. Saranno le condizioni previste dal bando a determinare la posizione in graduatoria.
La misura rappresenta così un nuovo strumento di sostegno alle spese abitative per una categoria che può trovarsi in una situazione finanziaria particolarmente complessa: il genitore che perde la disponibilità della casa familiare deve infatti affrontare un nuovo canone di locazione senza che vengano meno le spese legate ai figli.
Il Fondo dispone di 20 milioni di euro l’anno, con una dotazione complessiva di 60 milioni nel triennio 2026-2028. Il MIT aveva indicato l’obiettivo di rendere disponibili i primi contributi entro la fine del 2026. Per chi rientra nei requisiti, dunque, la finestra temporale da segnare sul calendario è quella compresa tra le ore 12 del 7 ottobre e le ore 12 del 28 ottobre 2026. La domanda deve essere compilata con attenzione, verificando tutti i dati inseriti e conservando la documentazione che potrebbe essere richiesta durante i controlli.
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