La Banca centrale europea ha lanciato ufficialmente Pontes, l’euro digitale che regola l’operatività tra banche. La piattaforma della Bce per la conformità degli asset tokenizzati in moneta di banca centrale, destinata non ai pagamenti di cittadine e cittadini ma alle transazioni all’ingrosso, è attiva dal 21 settembre, come annunciato da Christine Lagarde. È l’inizio della fase concreta di sperimentazione per l’introduzione dell’euro digitale.
Durante la conferenza stampa all’Eurogruppo di Dublino del 18 settembre, la presidente della Bce ha definito Pontes come l’euro digitale messo a disposizione delle banche per operare tra loro con asset tokenizzati e tecnologia del registro distribuito. Lagarde ha spiegato che l’utilizzo di questo strumento sarà piuttosto semplice per gli istituti: permetterà di operare più velocemente e senza attriti. Ma come funzionerà di preciso?
In questo articolo:
- Arriva Pontes, l’euro digitale per le banche
- Cosa permette di fare la tecnologia Dlt
- Come funziona la piattaforma per istituti di credito
- Chi sono le prime istituzioni che usano i “ponti”
- La strategia e gli obiettivi della Bce
- La roadmap verso la finanza tokenizzata europea
Arriva Pontes, l’euro digitale per le banche
Termine latino che sta per ponti, Pontes non è un’app o un wallet per i risparmiatori. La piattaforma è la Dlt dell’Eurosistema, che mette in collegamento il sistema dei pagamenti attuale con il distributed ledger. L’obiettivo è portare le tecnologie del registro distribuito e della tokenizzazione nel mercato finanziario europeo rivolto a istituzioni, banche e grandi operatori, in modo da lavorare in maniera più integrata.
La piattaforma di pagamento è utilizzabile esclusivamente dagli istituti di credito, quindi si rivolge a quell’ambiente in cui vengono regolate macrotransazioni, titoli e trasferimenti di liquidità tra banche. Il progetto getta le basi per un ecosistema europeo degli asset digitali, consentendo l’interoperabilità tra le piattaforme Dlt del mercato e il sistema Target 2, a regime dal 2008 e basato su una piattaforma unica condivisa.
Cosa permette di fare la tecnologia Dlt
Il registro distribuito racchiude in un’unica piattaforma una serie di operazioni che oggi sono separate come emissioni, trading, clearing, settlement e custodia dei titoli. In aggiunta, le transazioni possono avvenire istantaneamente e in ogni momento: 365 giorni all’anno e 24 ore su 24. In questi processi interbancari, la programmabilità è fortemente favorita dai pagamenti condizionali eseguiti tramite gli smart contract.
Pontes utilizza asset tokenizzati, ovvero rappresentazioni digitali di attività finanziarie convertite in token registrati sulla blockchain. La tokenizzazione, ossia l’emissione in forma digitale di asset come azioni, titoli e obbligazioni, permetterà di suddividere e rendere disponibili ai piccoli risparmiatori beni materiali e immateriali che hanno spesso un mercato chiuso, complessità strutturali e barriere normative, come quelli di real estate, direct lending, private equity e venture capital.
Come funziona la piattaforma per istituti di credito
La Bce spiega sul suo sito che Pontes “permetterà agli operatori finanziari, compresi coloro che hanno partecipato al lavoro esplorativo, di migliorare ulteriormente i propri servizi, supportando così lo sviluppo del mercato e preservando al contempo il ruolo di ancoraggio della moneta di banca centrale”. Nonostante le perplessità su una presunta complessità, lo strumento costruisce un sistema integrato che eviterà la frammentazioni tra operatori.
Il ponte tra banche e registri distribuiti è aperto. Grazie a questa soluzione per le transazioni all’ingrosso, l’Eurosistema “continuerà a supportare l’innovazione e le esigenze del mercato, preservare il ruolo centrale della moneta nel sistema finanziario in quanto mezzo di regolamento più sicuro, sostenere l’autonomia strategica dell’Ue e compiere progressi concreti verso un’unione digitale dei mercati dei capitali e un’unione dei risparmi e degli investimenti in Europa”.
Chi sono le prime istituzioni che usano i “ponti”
In questa fase iniziale, Pontes funziona negli attuali orari di mercato. Nel lungo periodo, gli orari d’apertura saranno invece estesi h24 e le funzionalità più avanzate. La piena operatività è prevista per il 2028. Al momento del lancio, il ponte operativo verso i mercati tokenizzati si concentra sul debito denominato in euro emesso da governi dell’eurozona, autorità regionali, agenzie e istituzioni sovranazionali europee.
Tredici banche hanno completato la procedura di onboarding e sono pronte a utilizzare il sistema fin da subito. Tra gli istituti figurano la Bei (la Banca europea per gli investimenti), Deutsche Bank, Kfw, Santander e Société générale, insieme a quattro gestori di registri, tra cui Clearstream. La Bce stessa utilizzerà la piattaforma investendo una parte dei propri fondi in titoli tokenizzati.
La strategia e gli obiettivi della Bce
La Banca centrale europea punta a ridurre la dipendenza da infrastrutture estere e ad aumentare l’attrattività dell’euro negli scambi globali. Il lancio di Pontes rende disponibile uno strumento di pagamento sicuro per le transazioni interbancarie e contrasta la diffusione di strumenti privati come le stablecoin, specie quelle denominate in dollari (Usdt di Tether e Usdc di Circle) che dominano il settore e presentano rischi di credito, liquidità e per la stabilità finanziaria.
Pontes è parte dell’iniziativa strategica Appia, un progetto di medio termine con il quale Francoforte sta costruendo “una strada che collega il sistema finanziario odierno ai mercati tokenizzati di domani, saldamente radicati nella moneta della banca centrale”, come ha sottolineato Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo della Bce. Di conseguenza la Dlt dell’Eurosistema si affianca esplicitamente al progetto parallelo dell’euro digitale.
La roadmap verso la finanza tokenizzata europea
L’equivalente elettronico del contante che sarà emesso e garantito dalla Bce e verrà usato per i pagamenti retail di individui e imprese, ha una tabella di marcia che tra tempi lenti e ritardi ha fissato i suoi traguardi. L’iter legislativo per il lancio è in dirittura d’arrivo: il trilogo tra le istituzioni europee sul regolamento dell’euro digitale è infatti alla sua fase finale.
Il negoziato politico è in corso: l’obiettivo stimato per testare la fase pilota è a metà 2027 e per il debutto ufficiale sul mercato è intorno al 2029. Nel frattempo, la Bce ha scelto i trentasei provider per eseguire i primi test e ci sono otto banche italiane: Banca Sella, Isybank, Monte dei Paschi di Siena, Nexi, Numia, Poste Italiane, Satispay e Unicredit.
Il mondo privato, tuttavia, si sta muovendo più velocemente. Il consorzio Qivalis, formato da trentasette banche tra cui le italiane Bper, Intesa Sanpaolo, Sella e Unicredit, ha promesso di lanciare la prima stablecoin europea denominata in euro entro la fine del 2026. Allo stesso modo, il consorzio Bancomat è al lavoro su una stablecoin di sistema che dovrebbe essere pronta sempre entro la fine dell’anno.
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